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MONACO: la città vecchia 3

Scendiamo dalla Kardinal Faulhaber sino alla Promenadeplatz, con i suoi vari edifici nobiliari che ricordano il passato della zona.

Promenadeplatz

La Gunetzrhainerhaus, di stile rococò, e il Palais Montgelas, oggi albergo, ne sono i suoi migliori esempi. Non lontanissimo dalla piazza, la Dreifaltigkeitskirche/Chiesa della Santissima Trinità trae le sue origini dalle predizioni apocalittiche di un giovane che, agli inizi del XVIII secolo, assicurò che il giorno del Giudizio Universale era ormai prossimo e che Monaco si sarebbe potuta salvare solo erigendo una chiesa per pregare. Per rafforzare ancor più se possibile la leggenda, quest’edificio con facciata barocca è uno dei pochi risparmiati dagli intensi bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Le sue torri sono praticamente visibili da qualsiasi punto di Monaco, la Frauenkirche/Cattedrale di Nostra Signora, nella Frauenplatz, merita una visita attenta per vari motivi, il principale è che ci troviamo innanzi al simbolo più noto di Monaco.

Frauenkirche

E non meno importante il fatto che sia una delle chiese gotiche di maggior rilievo di tutto il paese. E al terzo posto, perché le caratteristiche delle cupole verdi a forma di bulbo di cipolla che rifiniscono le sue torri crearono un precedente imitato in tutta la Baviera.
Venne costruita con mattoncini rossi tra il 1468 e il 1494 grazie al contributo economico di molti abitanti e di migliaia di pellegrini. Nonostante le sue dimensioni 109 metri di altezza per 40 di larghezza, l’architetto Jorg von Halspach la concluse in meno di 30 anni, un tempo record considerando i mezzi dell’epoca. Nel 1525 vennero ricoperte le torri, che sino a quel momento non avevano un tetto, con delle curiose cupole ispirate al rinascimento italiano. L’originale proposta, che a quel tempo aveva un carattere provvisorio, fu molto ben accolta dalla popolazione e così nessuno pensò mai di sostituirle.

Sobria nel disegno e maestosa nelle proporzioni, la Cattedrale di Nostra Signora è composta da tre navate di 31 metri di altezza separate da colonne ottagonali. Parte delle sue ornamentazioni sono scomparse durante l’ultima grande guerra, ma ancor oggi possiamo ammirare i magnifici elementi come lo stallo del coro, opera di Erasmus Grasser del 1502, “L’uomo dei dolori”, una scultura in legno del XIV secolo, ubicata all’ingresso del coro, il quadro dell’Assunzione, all’ingresso della sacrestia, o il mausoleo di Luigi IV il Bavaro, in marmo nero. Stando ad una legenda, l’impronta del piede accanto alla porta d’accesso, all’interno del recinto della cattedrale, sarebbe del diavolo. Vicino alla Cattedrale vi è il Deutsches Jagdun Fischereimuseum/Museo Tedesco della Caccia e Pesca, con la sua ricca collezione di animali mitologici (Wolperdingern), varie armi usate in queste attività, dipinti rappresentativi e varie slitte. Il museo venne creato nell’antica chiesa degli Agostiniani, della fine del XIII secolo, con successive importanti ristrutturazioni degli inizi del XVIII secolo.

Prendendo una delle stradine che dipartono dalla Frauenplatz, attraversiamo Wien, costeggiamo il Nuovo Comune e arriviamo sino all’Alte Hof/Antica Corte. Questo magnifico edificio medievale, di cui solo il cortile può essere visitato, è stata la residenza dei duchi di Baviera. Vicino, vi è la piazza Platzl che accoglie senza dubbio una delle attrazioni più visitate di Monaco. La Hofbràuhaus è, senza dubbio, la birreria più celebre del pianeta. Fondata nel 1598, come birreria reale, il resto della popolazione dovette aspettare sino al XIX secolo per poter usufruire dei suoi prodotti. Questo ritardo è dovuto al fatto che in Baviera la birra venisse considerata come una bevanda dì uso esclusivo dell’aristocrazia. Divenuta fortunatamente popolare da allora, si calcola che in media ogni anno ai suoi tavoli si siedono quattro milioni di turisti. La Hofbräuhaus è anche famosa per essere stato il primo punto di una concentrazione nazista. Ciò avvenne nel 1919, due anni dopo i seguaci di Hitler provocarono un grave altercato di ordine pubblico mentre il loro leader pronunciava un discorso. Prendiamo la via Maximilian per arrivare alla piazza Max Joseph, ove si trova il Nationaltheater/Teatro Nazionale.

Hofbräuhaus

Di stile neoclassico, la ricostruzione effettuata di questo tempio della lirica dopo la guerra è stata straordinariamente rispettosa con l’originale del XIX, che aveva tratto ispirazione dall’Antica Grecia, li teatro venne riaperto nel 1963.

Vari sono gli edifici che formano parte del complesso monumentale noto come Residenz/La Residenza. Dimora dei Wittelsbach tra il XIV e il XIX, con gli anni, soprattutto nei ultimi tre secoli, venne ingrandita sino ad acquisire la sua attuale fisionomia. E’ per questo che oltre alla spiritualità della sobrietà del gotico, vi si può contemplare la fantasia del barocco, l’esuberanza del rococò e l’eleganza serena del neoclassicismo. Con tutti questi stili abbinati armonicamente, viene considerata una autentica gioia dell’arte rinascimentale europea. Situato nella piazza Max Joseph, il palazzo Residenz dispone di 112 sale, di cui le più belle e impressionanti la sala rinascentista dell’Antiquarium (Antiquario), con tetti a volta e 69 metri di lunghezza; la Ahnengalerie (Galleria degli Avi), con ritratti di 121 membri della famiglia Wittelsbach; i saloni del regno, ottimi esempi del rococò tedesco; e due piccole cappelle, la prima destinata alla famiglia reale e la seconda ai cortigiani. Non meno interessanti i sei cortili di questo spettacolare complesso, soprattutto quello Grottenhof (cortile delle Grotte), con conchiglie attaccate alle pareti.

Il Tesoro della Residenza presenta una vasta collezione di oggetti dì oreficeria, cristallo, avorio e smalto appartenuti alla famiglia Wittelsbach. Con più di 1200 pezzi di varie epoche, viene considerato uno dei più importanti d’Europa. li Teatro Cuvilliés, costruito alla metà del XVIII secolo dall’architetto Francois de Cuvilliés, che gli da il nome, è per molti l’edificio più bello della Residenza. I più entusiasti, e forse non a torto, lo hanno definito il più bel teatro rococò del mondo.

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